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Minale

“Atessa. La grafica nella pinacoteca di Gaetano Minale”

La Pinacoteca di Gaetano Minale

Auditorium Italia

Nel 2016, con la donazione di 105 opere d’arte, 104 disegni a china ed un grande quadro ad olio su tela, il nostro concittadino Gaetano Minale ha arricchito in modo significativo il patrimonio museale della città di Atessa. Il suo gesto di generosità e di lungimiranza si pone sulla linea di altre donazioni prestigiose di mecenati illustri, come Alfredo Paglione e Valter Storto, ma risulta segnato anche da un peculiare timbro affettivo, essendo egli stesso autore delle opere donate che rappresentano panorami, scorci, vedute ed angolazioni di Atessa, da lui vissuti intensamente ed impressi con grande forza espressiva nella trama del disegno e nel corso di vari decenni.

Il percorso artistico di Gaetano Minale, che dalla natia Agnone ha attinto la forza del carattere e la riservatezza gentile ed educata, si snoda negli anni in un crescendo di successi e di consensi che lo impongono all’attenzione del pubblico e della critica a livello locale, nazionale ed internazionale, come testimoniano le oltre 120 mostre allestite in Italia ed all’estero, i numerosi riconoscimenti ottenuti, le citazioni dei critici d’arte nei repertori e nelle pubblicazioni e le nomine onorifiche a membro di accademie prestigiose.

Nelle opere in china Egli interpreta in modo personalissimo il paesaggio di Atessa, con intense vibrazioni di colore che si sprigionano dalle pennellate vigorose e decise, ma al tempo stesso rigorose ed incisive nella linearità del segno e nella compattezza volumetrica. Lo skyline della città, superbo ed imponente, quale si offre alla vista per chi transita lungo la strada che scende da Tornareccio, viene reso con precisione quasi fotografica e, nel paesaggio ad olio, si illumina di vita e di significati alla luce accecante delle ginestre che riverberano bagliori, suggestioni e rimandi allegorici sul tessuto architettonico e sulle pieghe delle colline che sconfinano nel cielo.

Tutte le opere in china esposte nel foyer dell’Auditorium Italia scandiscono il suo itinerario interiore e ritmano la sua maturità artistica in fieri. Esse si possono perciò considerare dei veri ‘paesaggi dell’anima’, ricchi di memorie naturalistiche, storiche ed architettoniche, proiezioni di un vissuto multiforme, impresso nella linearità del segno con la stessa fulminante immediatezza dell’obiettivo fotografico, ma reso duttile e palpitante di emozioni dalla sapiente regia creativa del pittore.

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L’esito finale, l’opera compiuta, è perciò un concentrato esclusivo di sensibilità estetica e di padronanza tecnica. Minale sortisce, con la varietà degli inchiostri e delle penne utilizzate, degli effetti veramente sorprendenti, servendosi con sempre crescente abilità di tutti gli strumenti e mezzi che risultano complementari e di ausilio al disegno con la china.

Nel linguaggio grafico Egli si spoglia della fastosità cromatica degli oli e predilige il ‘mistero’ del bianco e del nero che asseconda la qualità evocativa dell’immagine. Anche quando le chine si vestono di colori, le scelte risultano sobrie ed essenziali e si allontanano dai moduli pittorici che contraddistinguono la produzione dei quadri ad olio

L’amore per la città infiamma il suo occhio vigile, pronto a cogliere particolari angolazioni, dettagli architettonici, moduli artistici di monumenti e di chiese che ne restituiscano la storia e i codici umani e sociali. Ogni singolo disegno rappresenta una storia a sé, un segmento della realtà totale, ma al tempo stesso la proiezione di una particolare emozione, un frammento di conoscenza che Minale vive e sperimenta e che affida alle capacità espressive della sua arte per comunicarle e trasmetterle ai suoi concittadini ed alle generazioni future.

Il ‘racconto per immagini’ del tessuto urbano e sociale di Atessa ammalia, persuade ed emoziona, pur conservando la serietà e l’attendibilità di una testimonianza documentaria precisa e scientifica, come nelle vedute di scorci paesaggistici ormai urbanizzati o di prospettive architettoniche alterate da successivi interventi edilizi. Basti citare, per fare qualche esempio, i quadri raffiguranti la ‘nuova’ stazione ferroviaria della Sangritana e l’habitat circostante, completamente modificati dalle costruzioni dei complessi edilizi della pretura e dell’istituto scolastico Spaventa; l’antica quinta scenica di Piazza Santa Croce, con le vecchie abitazioni site in armonia di fronte alla facciata della chiesa e ora sostituite da un più moderno edificio; Piazza Garibaldi con il mitico cinema di ‘Mbrosio, prima dell’intervento edilizio con l’edificazione del complesso Vittoria; o l’animata angolatura di Via Cesare Battisti con Piazza Oberdan, Sandurrenze e la Funtane per gli Atessani, con immortalate ancora le colorate pompe di benzina.

L’immediatezza comunicativa che si sprigiona dalla linearità del segno caratterizza anche l’ampia produzione in china con soggetti privilegiati le facciate delle chiese, gli edifici sacri ed i campanili che disegnano il profilo della città e che si addensano nelle strade, nelle piazze e nei vicoli del centro storico o che punteggiano i contesti rurali o suburbani.

In queste vedute il disegno si fa poesia nella cura dei dettagli e dei particolari, come nella facciata di San Leucio, più volte rappresentata, con o senza cromatismi, per evidenziarne la solenne maestosità e lo spessore storico-religioso, in concerto con le fascinose leggende delle origini.

Nel ‘racconto visivo’ della città Atessa un ruolo privilegiato occupano anche le chine che rappresentano le antiche porte urbiche, intessute del loro passato ed ancora evocative dei traffici, dei commerci e dei flussi di popolazione, di mercanti, di pellegrini e di eserciti.

La collezione di Gaetano Minale indossa, dunque, ‘il colore del tempo’ con le sue memorie, le sue vicende e le sue storie. Collocata negli spazi adiacenti alla sala polifunzionale del complesso Vittoria, essa si qualifica come uno dei poli di un ‘percorso dell’arte e della cultura’ che si può tracciare all’interno del centro storico e che ha il suo polo opposto nell’ex chiesa di San Pietro in Largo Castello, sede della mostra permanente “I colori dell’acqua”. Tappe intermedie, significative e prestigiose di tale percorso, costruito dal 2010 al 2017, con gli sforzi sinergici dell’amministrazione comunale e della Fondazione MuseAte, sono ormai realtà ben consolidate e ben conosciute dentro e fuori i confini regionali: il Museo Aligi Sassu, la Collezione d’arte Storto-Vaselli, l’Archivio Storico comunale, gli Archivi Storici Riuniti della chiesa di San Leucio, le numerose chiese del centro storico e la teca espositiva con i tesori di San Leucio.

Un ricco tracciato di arte e cultura, da vivere e far vivere dinamicamente, tutelare e valorizzare, che Gaetano Minale ha accresciuto, abbellito ed impreziosito con la potenza espressiva delle sue creazioni artistiche donate alla città con grande generosità e raffinata sensibilità.

ADELE CICCHITTI